Hulu ordina il Pilot del nuovo X-Files

Pubblicato il 25 febbraio 2026 alle ore 17:54

L'idea di riproporre in chiave moderna X-Files, circolava da un paio di anni.  Ad occuparsene, addirittura, è Bryan Coogler, autore e regista di Black Panther e soprattutto del sorprendente Sinners. E' di qualche giorno fa la notizia ufficiale secondo cui Hulu, la piattaforma streaming di proprietà della Disney, ha ordinato il pilot. Non c'è sito che non faccia riferimento alla lieta novella (forse per pochi) parlando di "Reboot", termine la cui accezione è spesso deturpata dagli stessi anglofoni. Nel caso del nuovo X-Files si tratta, in realtà, di un soft reboot. Nessuno vestirà i panni di Mulder e Scully. Non avremo la versione in stile woke, di una Scully non binaria e di colore che crede agli alieni, ma nemmeno un coreano Mulder sostenitore della filosofia MAGA. Saremo piuttosto alle prese con una "next generation", in cui due nuovi agenti erediteranno l'universo complottista e paranormale di Fox e Dana, per la precisione, il comunicato diffuso alla stampa parla di...due agenti pluridecorati dell'FBI, che pur nelle loro diversità, riescono a stringere un "improbabile" legame quando vengono assegnati ad una divisione da tempo chiusa, dedicata a casi legati a fenomeni inspiegabili. Coogler ha dichiarato di non aver intenzione di intaccare il modello classico della serie fondato sulla mitologia e sul mostro della settimana, sebbene il regista sembri molto più interessato agli episodi autoconclusivi, il che sarebbe cosa buona e giusta, dato che districarsi nella mitologia carteriana perfettamente sviluppata per poi essere rinnegata nel Revival, è impresa ardua.

I bene informati parlano di un possibile coinvolgimento di Chris Carter, ma è ancora incerta la modalità della sua collaborazione: consulente esterno? produttore?  Riguardo a un possibile coinvolgimento anche di Mulder e Scully per comparsate funzionali alla trama, ci sono stati confronti fra Coogler e Gillian Anderson, ma al momento siamo ancora nel campo delle ipotesi. L'unica cosa certa deriva dall'annuncio anticipato, forse di quasi un anno fa,  dell'ingaggio dell'attrice Danielle Deadwyler, brillante protagonista di Till e The Piano Lesson, e della sfortunata serie distopica The Watchman, a cui è affidato il ruolo da protagonista. Tutto bello, hippi hippi oh, il problema è però la sfida castrante che Coogler stesso si è autoimposto, nel momento in cui ha accettato di soddisfare il desiderio della Disney di riportare sullo schermo X-Files, il suo marchio e le sue atmosfere, senza i suoi  padri fondatori. Il mondo della serialità televisiva vive un'epoca estremamente complicata. La cultura non si costruisce più liberamente all'interno dei fenomeni sociali, ma viene imposta producendo polarizzazioni estreme così eccessive da indurre il pubblico più lungimirante a fermarsi nel mezzo senza prendere posizioni. E così il Trumpismo genera un wokismo radicale, e la TV non contribuisce più a formare la cultura, ma è quest'ultima, costruita dall'alto, a fare la TV.  Gli effetti sono devastanti, quanto imbarazzanti. Dal tabù della omosessualità dei decenni scorsi si è passati all'overdose di personaggi LGBT offerti al pubblico streaming, dalle discriminazioni razziali perpetrate dalla notte dei tempi della cinematografia, alla logica dell'inclusione ad ogni costo anche quello di reinterpretare geneticamente personaggi tratti dalla letteratura e pensati e descritti come caucasici, dando, invece, loro un colore più esotico: dal Professor Piton di Harry Potter, a Annabeth Chase di Percy Jackson, bionda e bianca  nel libro, scura nella trasposizione telefimica. Non poteva non essere toccato poi il tema del patriarcato, e del concetto imperante da secoli secondo cui l'omme è e deve essere omme, sfacciatamente demolito nel recente nuovo universo di Star Trek, Starfleet Academy, in cui il machismo Klingoniamo viene colpito al cuore dal primo Klingom gay con gonnellina svolazzante. In piena contrapposizione culturale a suon di schiaffoni morali e valoriali, la missione di Coogler sembra non essere agevole. In un meraviglioso mondo utopico, le due culture potrebbero integrarsi con una giusta dose di buon senso, mentre in questa nostra folle dimensione  Mr Panther riuscirà a stupirci positivamente? Non ci resta che attendere, nel frattempo è doveroso domandarsi anche come l'elemento complottista della serie originale possa adattarsi all'oggi.

Deep Throath:" Perchè le persone come lei che credono nell'esistenza della vita extraterrestre sulla terra non vengono dissuasi da tutte le prove a sostegno del contrario" - Mulder: "Perchè ogni prova a sostegno del contrario non risulta essere convincente del tutto."

Il complottismo dagli anni 70 sino a qualche anno fa era alimentato dal  non detto, dal non mostrato, dal non convincente. La politica dell'era Trump invece  è sfacciatamente palese,  addirittura preannunciata. Persino la Nasa, di fronte all'innegabile, non produce prove contrarie come elemento di distrazione di massa, ma affronta l'ignoto che si materializza, vedi 3i Atlas, autocensurandosi, oscurandosi, sfruttando un provvidenziale taglio del budget. Gli alieni provenienti dallo spazio profondo, oggi non fanno più paura, sono gli uomini e le donne al comando dei nostri governi a incutere timore ogni volta che ledono i diritti sociali e politici e il bilanciamento dei poteri.  E' anche il fallimento personale a spaventarci, come pure l'isolamento e il giudizio pubblico. Riuscirà Coogler a dare forma mostruosa alle paure dell'era moderna? E, soprattutto, sarà in grado di placare l'ira funesta dei fans storici per i quali non può esserci X-Files senza Mulder e Scully?

Le quote snai sono molto alte.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.
Valutazione: 5 stelle
1 voto

Crea il tuo sito web con Webador